Duello di idee
Due pensatori a confronto: le posizioni di ciascuno sulle stesse domande, le critiche più forti a ogni parte e, alla fine, la mia conclusione.
John Maynard Keynes vs. Ludwig von Mises
Che cosa causa le crisi, e che cosa fare quando arrivano?
John Maynard Keynes
1883–1946
Economista britannico. Nella Teoria generale (1936) sostiene che la domanda può restare bloccata al di sotto della piena occupazione e che lo Stato deve intervenire per sostenerla.
Ludwig von Mises
1881–1973
Economista austriaco. Sostiene che le crisi nascono dall'espansione artificiale del credito e che il mercato si corregge da sé se non c'è intervento.
Sullo scaffale: Economic Policy, Liberalismo, L'azione umana
La causa delle crisi
John Maynard Keynes
Il calo della domanda: quando famiglie e imprese spendono meno nello stesso momento, il reddito scende e la disoccupazione può durare anni.
Ludwig von Mises
Il credito facile creato dalla banca centrale distorce i tassi d'interesse e porta a investimenti insostenibili; la crisi è la correzione di questi errori.
Che cosa fare in recessione
John Maynard Keynes
Spesa pubblica e tassi bassi per ricostituire la domanda, accettando un disavanzo nel breve periodo.
Ludwig von Mises
Non interferire: lasciare che prezzi, salari e investimenti sbagliati si aggiustino. Lo stimolo non fa che rinviare e aggravare la correzione.
Il ruolo dello Stato
John Maynard Keynes
Stabilizzatore dell'economia, senza sostituirsi al mercato.
Ludwig von Mises
Minimo: ogni intervento genera nuove distorsioni, che richiedono altri interventi.
Moneta e tassi d'interesse
John Maynard Keynes
La politica monetaria e quella fiscale sono strumenti legittimi per gestire il ciclo.
Ludwig von Mises
Moneta sana, preferibilmente ancorata all'oro, e tassi d'interesse che riflettano il risparmio reale.
Critiche a John Maynard Keynes
- Gli stimoli tendono a diventare permanenti, e i disavanzi di breve periodo si trasformano in un debito crescente.
- La stagflazione degli anni Settanta ha messo in luce i limiti del keynesismo tradizionale, che non prevedeva inflazione e disoccupazione elevate allo stesso tempo.
- La ricetta presuppone che i governi azzecchino il momento e la dose, cosa che accade di rado.
Critiche a Ludwig von Mises
- Il metodo a priori rifiuta la verifica empirica, il che impedisce di confutare la teoria con i dati.
- Lasciare che la recessione facesse il suo corso, come all'inizio della Grande depressione, ha avuto un costo sociale enorme.
- Il gold standard che difende limita la risposta agli shock ed è stato associato a gravi deflazioni.
La mia conclusione
Prossimamente.
Niccolò Machiavelli vs. Marco Aurelio
Che cosa deve essere un governante?
Niccolò Machiavelli
1469–1527
Diplomatico fiorentino. Nel Principe descrive il potere così com'è, separando la politica dalla morale.
Sullo scaffale: Il Principe, Dell'arte della guerra
Marco Aurelio
121–180
Imperatore romano e filosofo stoico. Nei Pensieri scrive per sé stesso sul dovere, sulla virtù e sul dominio di sé.
Morale e potere
Niccolò Machiavelli
Il governante deve imparare a poter essere non buono quando è necessario; mantenere lo Stato viene prima della virtù personale.
Marco Aurelio
Governare è esercitare la virtù: giustizia, saggezza, coraggio e temperanza valgono anche al potere.
Ciò che si può controllare
Niccolò Machiavelli
Virtù contro fortuna: prepararsi al caso e agire con audacia su ciò che si può plasmare.
Marco Aurelio
Distinguere ciò che dipende da noi, i nostri giudizi e le nostre scelte, da ciò che non dipende da noi, e accettare il resto con serenità.
Come trattare le persone
Niccolò Machiavelli
Se non si possono avere entrambe le cose, è meglio essere temuti che amati, ma mai odiati.
Marco Aurelio
Trattare gli altri come parti di uno stesso tutto; chi sbaglia agisce per ignoranza e merita pazienza.
A che cosa serve il potere
Niccolò Machiavelli
Conquistare e mantenere lo Stato.
Marco Aurelio
Servire il bene comune e compiere il dovere del proprio ruolo.
Critiche a Niccolò Machiavelli
- Letto fuori contesto, serve a giustificare qualsiasi mezzo in nome del fine.
- Sottovaluta la fiducia e la legittimità come fonti di un potere duraturo.
- Il suo realismo descrive bene l'Italia del Cinquecento, ma generalizza a partire da un momento di caos.
Critiche a Marco Aurelio
- I Pensieri erano appunti personali, non un programma di governo.
- Il suo regno fu segnato da guerre continue e persecuzioni contro i cristiani, e lasciò l'impero al figlio Commodo: un disastro.
- L'enfasi sull'accettare ciò che non dipende da noi può trasformarsi in passività di fronte all'ingiustizia.
La mia conclusione
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Friedrich Hayek vs. Karl Marx
Chi deve coordinare l'economia: il mercato o la pianificazione?
Friedrich Hayek
1899–1992
Economista austriaco, premio Nobel nel 1974. Sostiene che i prezzi coordinano una conoscenza dispersa che nessun pianificatore riesce a raccogliere.
Sullo scaffale: La via della schiavitù
Karl Marx
1818–1883
Filosofo ed economista tedesco. Nel Capitale analizza il capitalismo come un sistema di sfruttamento del lavoro destinato a essere superato.
Come si coordina l'economia
Friedrich Hayek
Attraverso i prezzi, che sintetizzano informazioni sparse tra milioni di persone.
Karl Marx
Attraverso il capitale in cerca di profitto, in modo anarchico; la produzione dovrebbe essere pianificata dai lavoratori stessi.
Da dove vengono il valore e il profitto
Friedrich Hayek
Il valore è soggettivo; il profitto remunera il rischio e il coordinamento.
Karl Marx
Il valore viene dal lavoro; il profitto è plusvalore, lavoro non pagato di cui si appropria il capitalista.
Libertà
Friedrich Hayek
La pianificazione centralizzata concentra il potere e porta alla schiavitù.
Karl Marx
Sotto il capitalismo la libertà è formale; la libertà reale richiede la fine dello sfruttamento.
Crisi e futuro
Friedrich Hayek
Le crisi nascono da distorsioni monetarie; con regole stabili, il mercato si riorganizza.
Karl Marx
Le crisi sono insite nel capitalismo e porteranno al suo superamento.
Critiche a Friedrich Hayek
- La previsione formulata in La via della schiavitù non si è avverata nelle socialdemocrazie europee.
- Sottovaluta i fallimenti del mercato, la disuguaglianza e il potere delle grandi imprese.
- L'ordine spontaneo che difende dipende da istituzioni che il mercato da solo non crea.
Critiche a Karl Marx
- La teoria del valore-lavoro è stata abbandonata dall'economia moderna a favore del valore marginale.
- Le economie pianificate del Novecento hanno conosciuto penuria, scarsa innovazione e regimi autoritari.
- Le previsioni di un impoverimento crescente e del crollo del capitalismo non si sono avverate nei paesi ricchi.
La mia conclusione
Prossimamente.